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mercoledì 10 febbraio 2016

Giovani Caregiver E Figli Di Persone Con Un Disturbo Mentale Sempre Meno Invisibili

Questa mattina si è svolta a Carpi (MO), la conferenza internazionale sui Giovani Caregiver nell'ambito del progetto europeo Care2Work, che ha visto la partecipazione, accanto all'Italia, di Grecia, Svezia e Regno Unito come partner principali, e la presenza di rappresentanti da Belgio e Spagna.

Il mio intervento, tra i primi della giornata, si è focalizzato sulla mia esperienza dell'essere figlia di un genitore con un disturbo psichico - con tutto quello che comporta, specialmente quando il genitore rifiuta le cure o riceve quelle sbagliate - e di essere stata poi caregiver anche per l'altro genitore, quando è diventato un paziente oncologico. Importante è infatti far comprendere a chi non le ha vissute direttamente le differenze che esistono tra i due diversi vissuti, ovvero quando il genitore o entrambi soffrono di una malattia fisica o mentale.


In platea non soltanto operatori ed esponenti politici, ma anche insegnanti e studenti di una scuola superiore (è stata per me la prima volta in cui mi sono trovata a parlare davanti a un pubblico di adolescenti ed ero un po' in ansia... ma la prova è stata superata, per fortuna! :-) ).

Ringrazio di tutto cuore l'associazione Anziani E Non Solo e tutto il team per l'accoglienza, la professionalità, la simpatia e l'avermi dato uno spazio per dare voce ai figli invisibili, che piano piano, anche se la strada è ancora lunga, iniziano a diventarlo sempre meno. Ringrazio anche il sindaco che, con il suo intervento, sentito e mirato, ha dimostrato che le persone giuste al posto giusto possono fare la differenza anche in politica, e che davvero, a livello locale, la politica possiamo essere noi. Ringrazio anche la dottoressa Marzi e Giorgia Silvestri della cooperativa sociale Aliante per i loro preziosi interventi: i ragazzi e le ragazze che incrociano il vostro cammino sono davvero fortunati!

Infine, ringrazio me, per non aver mai mollato, nonostante le difficoltà... e un pensiero, oltre a mia mamma, che adesso che ha le cure giuste fa il tifo per me, va al mio papà, che non c'è più ma che è sempre con me... Ogni volta che partecipo a un evento come relatrice, non importa in quale parte del mondo io mi trovi e in quale stagione, esce sempre fuori il sole... e anche se ai più potrà sembrare sciocco e forse un po' infantile, mi piace pensare che sia lui, che sia il suo modo per dirmi: vai avanti, figlia mia, sono fiero di te!

Per chi volesse approfondire, segnalo i due seguenti articoli, ricordandovi che una versione più estesa sarà pubblicata domenica 22 febbraio sul Corriere Salute edizione cartacea:

Continuate a seguirmi... presto, spero, altre novità in arrivo!

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5 commenti:

Licia ha detto...

Stefania, sei stata bravissima e il tuo lavoro è super-prezioso. Non mollare! :)

Electric Ladyland ha detto...

Grazie mille, Licia... E' dura, durissima, specialmente in questo momento di grave crisi economica. Spero di riuscire a resistere ancora un altro po', ma nei giorni scorsi ho seriamente messo in discussione la possibilità di proseguire ulteriormente questo cammino, arrivando nuovamente a chiedermi se non sia il caso di smettere e di cercarmi un lavoro totalmente avulso da quelli che sono i miei sogni e le mie passioni, che però mi precluderebbe per motivi di tempo la partecipazione a future iniziative legate alla causa che più mi sta a cuore. Un bel dilemma... ma a 35 anni, quasi 36, forse - lo dico a malincuore - non posso più permettermi di sognare :-(

Anonimo ha detto...

Leggendo le varie esperienze qui riportate mi sono sentita per la prima volta meno sola. Vedo che la mia vita e il mio vissuto di figlia di una madre bipolare non è' così' lontana dai vissuti di molti altri. Ancora oggi dopo cinquantacinque anni sono io che supporto mia madre in tutto anche perché ho un fratello che se n'è' sempre fregato e ha scaricato tutto su di me che sono più' piccola. La mia infanzia e' costellata da un susseguirsi di traumi psicologici che mi porto dietro e che condizionano la mia vita soprattutto nei rapporti sentimentali mai andati a buon fine. Ormai sono abituata alla solitudine e come diceva qualcuno anche alla sofferenza. Però' il sapere che qualcosa si sta muovendo a livello sociale mi conforta tantissimo e mi da una speranza, mi riscatta da quei momenti di disperazione provati da bambina e mi aiuta a pensare in positivo non solo per noi ma anche per i futuri figli di genitori bipolari.

Anonimo ha detto...

Buonasera a tutti,
mi sento vicinissimo a tutte le esperienze lette, riscontro le medesime sensazioni in tutti voi; come figlio di una madre con disturbo bipolare e anche io sono stanco, continuo a vivere rinunciando a un pò della mia vita per accudire i miei genitori e vado avanti.
Sono vicino a tutti voi e vorrei esprimere un mio personale pensiero.
Da quando avevo 12 anni, forse prima, sono stato catapultato in un mondo folle, completamente surreale che tutti voi conoscete; ora ho 33 anni e mia madre non è mai migliorata. Con il tempo ha sviluppato tutta una serie di effetti collaterali imputabili ai farmaci che ha aggravato ancora più la situazione. Io non credo personalmente all'approccio farmacologico per questa patologia (con questo non dico che il DB non vada trattato), ma dico solo che non se ne conosce ancora abbastanza e che talvolta, solo parlando con mia madre (quelle rare volte) da figlio ho apprezzato i più grossi miglioramenti. Gioisco di quel singolo momento e pazienza, così è la vita..

Electric Ladyland ha detto...

Grazie per i vostri ultimi commenti e mi scuso se non riesco a rispondere a tutti personalmente. Ci tengo però a rispondere ad Anonimo dell'11 ottobre per dirgli che mi spiace moltissimo che per tua mamma non siano riusciti a trovare una cura adeguata... per mia mamma finalmente hanno trovato la terapia farmacologica ed il dosaggio giusti ed è rinata, così come è migliorato il nostro rapporto... Chiaramente solo i farmaci non bastano, ci vogliono anche una psicoeducazione ed una rete di supporto esterna per le famiglie... Un abbraccio forte.

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